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                        Il Partito della Nazione Occitana e le elezioni europee
II risultati delle elezioni europee del 25 maggio interrogano il Partito della Nazione Occitana.  Nella circoscrizione Sud-Est, il PNO sosteneva la lista Alfonsi e nella circoscrizione Sud-Ovest la lista “Occitania per una Europa dei popoli” guidata da Martine Gros.
Questa lista, la sola esclusivamente occitanista, era composta per metà da membri del P.N.O e non aveva potuto inserire baschi e catalani.
La lista, che disponeva di mezzi umani e finanziari limitati, non ha potuto portare le schede elettorali in tutti i comuni del 18° dipartimento e ha contato solo su schede elettorali sul blog, volantinaggi sui mercati e affissione di manifesti,
In queste condizioni, non potevamo ottenere un buon risultato. Lo scarico dalla rete delle schede elettorali resta una pratica marginale. I migliori risultati, per quanto deboli risultino rispetto ai partiti maggiori, sono generalmente in zone dove è stato svolto un effettivo intervento diretto sul territorio. Le divisioni nel mondo occitanista non ci hanno aiutato. I membri del Partito Occitano erano presenti nella lista ecologista di José Bové e, salvo qualche eccezione, hanno votato per lui.
Molti degli occitanisti culturali erano disinteressati se non ostili alla nostra lista. Certo, si può ritenere che 878 voti su 6 milioni di elettori, sia un risultato derisorio, e purtuttavia noi crediamo che i nostri sforzi non siano stati inutili.
Martine Gros ha ragione di sottolineare che in un certo numero di dipartimenti si evidenziano dei segnali di consenso. A partire da questo piccolo capitale di simpatia, noi possiamo trovare futuri militanti pronti a presentarsi ad altre elezioni e ci inseriremo poco a poco nel paesaggio politico come inizia a fare il movimento Bastir! Con i suoi 55 eletti alle elezioni municipali. Tutto ciò, a condizione che il lavoro sul territorio continui oltre i periodi elettorali. Nel frattempo, siamo preoccupati per l'ascesa dei populismi nell'Unione europea e in particolare per la spettacolare progressione del Fronte Nazionale nello Stato francese e per il fenomeno dell'astensione massiccia che segnano una diffidenza e un rigetto dell'Unione europea da parte di una frangia crescente dell'elettorato.
Il Fronte Nazionale finora fuori dal potere non soffre del discredito di una classe politica giudicata incompetente o corrotta. Esso affronta senza tabù il problema dell'identità, dell'immigrazione incontrollata e dell'arroganza dei tecnocrati europei. Esso propone idee sempliciste come l'uscita dall'euro, il protezionismo, il ritorno alla sovranità francese, la difesa dei posti di lavoro alle quali aderiscono numerosi cittadini che non sono per nulla fascisti. Di fronte a questo sciovinismo xenofobo, l'eccellente programma pro-europeo della lista Martine Gros non ha pesato.
I nazionalisti indipendentisti occitani non saranno credibili in futuro se non faranno meno discorsi ideologici e cercheranno, senza demagogia, di rispondere alle preoccupazioni  della gente comune. Non siamo condannati a restare eternamente marginali. Invece che piangere sulla nostra debolezza,  rimbocchiamo le maniche perché l'indipendenza non è per domani. Lavorare sul territorio, niente altro che lavorare sul territorio.
I militanti del P.N.O dovranno d'ora in poi sostenere o integrarsi nei movimenti sociali, l'ambito culturale non essendo, a torto,  considerato come politico. Ecco la chiave della nostra futura liberazione nazionale che non si realizzerà se gli occitanisti di tutte le tendenze non si riuniscono. Noi li chiamiamo a costruire insieme a noi l'Occitania di domani.

28 maggio 2014

Il Partito della Nazione Occitana e le elezioni europee

Il Partito della Nazione Occitana e le elezioni europee

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