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Comunicato
Quale riforma territoriale per la Repubblica francese?
Dopo due anni di tergiversazioni sul preteso “atto tre della decentralizzazione”, il nuovo governo francese ritorna alle pratiche della tradizione centralistica e tecnocratica.
Le 21 regioni metropolitane sono chiamate a fondersi per accrescere la loro dimensione e ridurre il loro numero a 11, in funzione di criteri uniformi, senza alcuna considerazione delle loro diversità sociali, storiche, culturali (e dunque linguistiche) né della volontà delle popolazioni interessate.
Invece di delegare nuove competenze alle regioni e di dotarle dei mezzi politici e economici necessari, il governo progetta di ritirare loro di nuovo la “clausola di competenza generale”, soppressa da Sarkozy nel 2010 e ristabilita nel 2014 (!).
Il Partito della Nazione Occitana riafferma le sue posizioni:
- per l'autonomia e la cooperazione di tutte le regioni e collettività occitane sia di quelle comprese nello Stato francese che di quelle poste al di fuori delle sue frontiere.
- per la loro ridefinizione in funzione delle identità linguistiche e culturali (ovviamente includendovi le zone occitane periferiche) e non in maniera tecnocratica, ma consultando tramite referendum le popolazioni coinvolte.
- per la ristrutturazione dello spazio occitano mediante i “paesi” che devono sostituirsi ai dipartimenti come collettività di primo livello.
- per un rafforzamento dei poteri e dei mezzi finanziari delle regioni, in modo che esse possano dare impulso allo sviluppo economico e gestire il territorio.
Il Partito della Nazione Occitana si oppone dunque a raggruppamenti eterogenei, come quelli pensati fra l'Aquitania e il Limosino da una parte e il Poitou-Charentes dall'altra, o tra Rodano-Alpi e Auvergne (occorre semmai distaccare Drôme e Ardèche dalla regione Rodano-Alpi).
Il PNO si oppone anche al dogma della necessità di grandi regioni che costringerebbe Baschi e Catalani a integrarsi in regioni occitane mentre essi rivendicano giustamente delle collettività specifiche. Per ridefinire al meglio gli ambiti regionali, si deve poter ridefinire anche alcuni territori dipartimentali.
Per il Partito della Nazione Occitana le regioni occitane debbono essere definite il più possibile in funzione delle solidarietà e prossimità accertate, di cui un indicatore è la lingua occitana che hanno in comune. Inoltre, la rivitalizzazione dello spazio centrale dell'Occitania necessità che sia riconosciuta e valorizzata una identità guyennese, de Bergerac à Mende. Dei raggruppamenti sono possibili tra queste regioni, nel rispetto delle loro rispettive personalità e fatta salva l'approvazione delle popolazioni interessate.
Partito della Nazione Occitana
22 aprile 2014

Il Partito della Nazione Occitana e la riforma territoriale

Il Partito della Nazione Occitana e la riforma territoriale

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