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Verso la ratifica della Carta europea

Il Partito della Nazione Occitana si rallegra dell'adozione da parte dell'Assemblea Nazionale francese di una Proposta di legge costituzionale mirante a permettere la ratifica finalmente da parte della Repubblica francese della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, dopo trentadue anni dalla sua adozione da parte del Consiglio d'Europa e a quindici anni dalla sua firma. Si spera che il processo così iniziato sfoci nella ratifica della Carta e nell'adozione di misure legislative che assicurino la difesa e la promozione delle lingue dette “regionali”, tra cui l'occitano.

Il Partito della Nazione Occitana si preoccupa tuttavia del fatto che la revisione della costituzione francese proposta introduca paradossalmente clausole restrittive che non dipendono fino a qui che dall'interpretazione del testo costituzionale e ne aggravano la contraddizione con i principi dei “Diritti dell'Uomo” e della “libera determinazione dei popoli” purtuttavia affermata nel suo preambolo. In effetti, come pretendere che l'eguaglianza di tutti i cittadini e il rifiuto di ogni discriminazione impedisca di riconoscere che i diritti linguistici sono per natura diritti collettivi di coloro che sono riuniti da una comunità di lingua, sia pure detta “regionale”? E come assicurare la promozione di queste lingue sostenendo che l'uso del francese si impone agli operatori e agli utenti dei servizi pubblici? Quest'ultima clausola, presa alla lettera, può giustificare il divieto dell'uso dell'occitano nelle rare trasmissioni di FR3 che l'utilizzano o come lingua usata quotidianamente a scuola (e non solo come oggetto di studio) nelle scuole bilingui sperimentali “Calandretas”. [1]

Il Partito della Nazione Occitana ringrazia i parlamentari che hanno contestato queste disposizioni restrittive e invita il potere costituente a precisare che la caratterizzazione del francese come “lingua della repubblica” non deve compiersi a danno della necessaria azione pubblica per le nostre lingue.

Il Partito della Nazione Occitana ricorda inoltre che la Francia, all'atto della firma della Carta nel 1999, non si è impegnata che per 39 disposizioni su quasi un centinaio, ossia molto vicino al minimo richiesto che è di 35; domanda che siano assunti impegni complementari al momento della sua ratifica che si spera prossima, e che sia messa in atto una politica linguistica di sostegno risoluto alle nostre lingue , sulla base di una legge quadro.

28/01/2014

1. Le calandretas ( piccole allodole) sono scuole bilingue occitane. La prima calandreta vide la luce a Pau nel 1979. La calandreta è una scuola gratuita e laica. Il metodo praticato è quello dell'immersione linguistica precoce. L'insegnamento dispensato segue i programmi scolastici nazionali. Vi si pratica la pedagogia attiva, ispirata ai metodi di Freinet, al fine di accompagnare il discente verso l'autonomia, la "condivisione" e la "cittadinanza".

Verso la ratifica della Carta europea

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